Intanto in Svezia… Aborto più facile. Anche per i transgender

Le autorità svedesi stanno valutando la possibilità di apportare modifiche significative alla legge sull’aborto. L’emendamento principale consentirebbe alle donne di eseguire aborti chimici a casa, senza supervisione medica. Inoltre, la nuova normativa sostituirebbe il riferimento alla “donna” con l’espressione “persona incinta”, allo scopo di rendere il linguaggio più inclusivo.

Al momento, chiunque voglia abortire utilizzando la pillola abortiva deve assumere la prima pillola in un ospedale o in una struttura sanitaria.

In Svezia (circa dieci milioni di abitanti) l’aborto è legale fino alla diciottesima settimana di gravidanza, senza bisogno di giustificazione. Ogni anno nel Paese vengono eseguiti tra i trentamila e i 38 mila aborti, mentre il numero delle nascite è sceso a circa centomila all’anno. Ciò significa che oltre il 20% delle gravidanze termina con un aborto.

Il gruppo di lavoro governativo che promuove la riforma è presieduto da Inga-Maj Andersson, ostetrica di professione.

La task force suggerisce inoltre di modificare il linguaggio giuridico per includere le persone transgender che potrebbero rimanere incinte. “Attualmente, una persona che per legge è un uomo può rimanere incinta e dovrebbe anche avere accesso al diritto di abortire”, ha affermato Inga-Maj Andersson.

E la signora Andersson – ci permettiamo di aggiungere – dovrebbe avere il diritto di accedere a uno psichiatra. Ma bravo.

 

 

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