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Intanto nel Galles… Farmacisti in campo per combattere i cambiamenti climatici

I farmacisti del Galles dovranno seguire corsi di formazione. Non sembra una notizia. Ma lo diventa se si aggiunge che i corsi di formazione dovranno riguardare…  i cambiamenti climatici. Lo prevedono i piani net zero emission (l’obiettivo di raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero) predisposti dal governo.

Certo, direte, se il clima è freddo e la gente si prende un raffreddore i farmacisti sono direttamente coinvolti. Ma non sembra questo lo spirito dell’iniziativa.

I corsi, in realtà, faranno parte di un “programma di qualità e sicurezza” e la Community Pharmacy Wales, organismo di collegamento tra le farmacie e il governo gallese, ha pubblicato in proposito alcune linee guida esortando i farmacisti a “fornire una panoramica sui cambiamenti climatici e sulla sostenibilità nel Galles, nel Regno Unito e nel mondo intero”.

Ai farmacisti, in particolare, è chiesto di “valutare l’impatto del cambiamento climatico sulla salute” ed “esplorare le buone pratiche di sostenibilità”.

Non è chiaro come un farmacista possa contribuire ad abbattere le emissioni di CO2. Forse abbattendo direttamente i propri clienti, responsabili dell’emissione di anidride carbonica?

In ogni caso, tra i moduli elencati c’è quello intitolato Carbon Literacy for Healthcare, che mira a promuovere una “comprensione approfondita del legame fondamentale tra cambiamento climatico e assistenza sanitaria”.

Nella descrizione del corso si legge: “Scopri come il cambiamento climatico sta mettendo a rischio la salute dei nostri pazienti ed esplora i notevoli progressi compiuti dal Servizio sanitario nazionale nel guidare la lotta contro le emissioni di gas serra”.

E ancora: “Scopri come puoi dare il tuo contributo e svolgere la tua parte nel dare forma a un Servizio sanitario nazionale a basse emissioni di carbonio, che fornisca le cure salvaguardando al contempo la salute delle generazioni future”.

Per coprire il costo dei corsi d’aggiornamento le farmacie possono richiedere fino a 642 sterline al Servizio sanitario nazionale gallese, ma quando e come svolgere queste attività?

La Guild of Healthcare Pharmacists (GHP), sindacato dei farmacisti del Regno Unito, chiede che ai farmacisti venga concesso il 10% delle ore contrattuali per dedicarsi ad apprendimento, sviluppo e formazione, perché non è giusto che l’aggiornamento avvenga nel tempo libero.

Come dite? Che poi, andando al pub o in vacanza, il buon farmacista, per quanto green, darà anche lui il suo contributo all’emissione di anidride carbonica? Vabbè, su, non è il caso di stare a guardare il pelo nell’atomo.

Aldo Maria Valli:
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